Se non facciamo qualcosa, fra una trentina d’anni le persone identificabili come piemontesi saranno una sparuta minoranza in quello che un tempo è stato il nostro paese, e neppure la più importante. Occorre creare un’organizzazione che si ponga come scopo ricostituire il Piemonte tradizionale ed autoctono, e già che ci siamo, rifarlo meglio.
Sostenere gli autoctoni, ristabilire la continuità della stirpe, far rinascere le lingue locali, creare una lingua letteraria funzionale a partire dai dialetti, recuperare l’architettura tradizionale, il paesaggio, l’ecosistema, preservare i beni naturali e culturali.
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